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Secondo il Cupla pensionati sempre più poveri

gennaio 11, 2015

La pressione fiscale e l’insufficiente adeguamento delle pensioni al costo della vita stanno, di giorno in giorno facendo peggiorare le condizioni già note di disagio sociale e relativo impoverimento di tutta la categoria dei pensionati.
Lo sostiene il CUPLA (Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo) attraverso un rapporto stilato relativo al potere d’acquisto delle pensioni realizzato in collaborazione con il Cer.
Da questo rapporto emerge che l’aumento delle addizionali locali ed il mancato recupero del drenaggio fiscale hanno di conseguenza ridotto il potere d’acquisto per 7 milioni e mezzo di pensionati che rappresentano il 45% del totale presenti nel nostro paese e percepiscono meno di mille euro lordi di pensione.
Soltanto a causa del prelievo fiscale le pensioni più basse hanno subito una flessione del potere d’acquisto del 4%.
Oltre questo c’è da dire che le pensioni più basse si collocano con ben tre punti percentuale al di sotto della soglia di povertà assoluta.
Dopo il periodo 2010/2013 con maggiore crisi dove anche la borsa forex ha affrontato parecchie difficoltà, il futuro non è per niente roseo viste le misure introdotte con la corrente legge finanziaria che accentueranno ancor di più la perdita di valore delle pensioni.
A seguito di questi dati il CUPLA stà spingendo il Governo ad adeguare gradualmente le pensioni minime al 40% del reddito medio nazionale, detto in cifre a circa 600€ mensili come richiesto inoltre dalla Comunità Europea.
Oltre questo il CUPLA chiede inoltre al Governo e alle Amministrazioni Locali di prevedere delle detrazioni ai fini del pagamento della TASI per tutti quei pensionati con reddito minore di 13.000 euro e che abitano da soli in casa di proprietà e di escludere tutti quegli anziani che pur avendo casa di proprietà non sono autosufficienti o ricoverati in case di riposo.